Cetara

Cetara

Già dal suo nome che deriva dal latino “Cetaria” (Tonnara) si comprende la vocazione di questo grazioso borgo di pescatori, che mantiene ancora oggi intatta la sua antica tradizione marinara.

Cetara appare come come un piccolo gruppo di case arroccate in una verde insenatura rocciosa, con un’affascinante torre saracena che si eleva sulla piccola spiaggia, ed un piccolo porto dove sono ormeggiati i pescherecci ed i gozzi dei pescatori.

Famosa per la colatura di alici e per il buonissimo tonno pescato a largo dalle tradizionali tonnare, è la meta preferita di chi vuole immergersi nella vita marinara ed assaggiare il miglior pescato della Costa d’Amalfi.

Scommettiamo che alla fine di questa pagina il fascino marinaro di Cetara ti avrà stregato?

Come arrivare a Cetara

Cetara è ben collegata e facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici, trovandosi a soli 17 Km da Salerno e 49 Km da Napoli.

Per raggiungerla in auto, una volta giunti a Salerno, dovrai uscire al casello Vietri Sul Mare e proseguire in direzione Costiera Amalfitana. Passando per Vietri e proseguendo lungo la statale amalfitana 163, giungerai a Cetara.

Ė possibile inoltre raggiungere Cetara anche via mare, grazie alle linee giornaliere Travelmar, che da aprile fino ad inizio novembre, collegano Salerno con Cetara ed altri comuni della Costiera Aalfitana.

Numerose anche le linee autobus SITA SUD Salerno-Amalfi. Se preferisci viaggiare in treno, invece, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Salerno, dalla quale potrai poi servirti delle autolinee SITA o dei traghetti Travelmar.

Se stai pianificando il tuo viaggio in Costiera Amalfitana e ti spaventa l’idea di affrontare la tortuosa Statale 163 Amalfitana, ti consigliamo di scaricare la nostra guida gratuita “Come spostarsi in Costiera Amalfitana senza stress”, dove trovi tantissime informazioni utili per raggiungere la Costiera Amalfitana e per spostarti da un borgo all’altro, sia con i mezzi pubblici, che con l’auto!

Dove Dormire a Cetara

Destinazione Cetara? Abbiamo selezionato per te le migliori strutture della zona!

Cosa vedere a Cetara

Questo borgo marinaro, piccolo, ma dalla storia importante, conserva ancora intatti nei suoi monumenti i passaggi memorabili che hanno forgiato nei secoli la natura del territorio e l’indole dei suoi abitanti.

  • Primeggia su tutti, la Torre Vicereale, elemento identificativo di Cetara. Fu costruita nel XVI secolo a scopo difensivo, ancora oggi si erge sulla spiaggia di Cetara con tutto il fascino del suo portato storico. La torre faceva parte del sistema di avvistamento e difesa che comprendeva circa 400 torri in tutta l’Italia Meridionale: al momento dell’avvistamento del nemico, le torri lanciavano, di giorno, segnali di fumo, di notte, segnali di fuoco, in modo da allertare la popolazione locale. Oltre alla funzione di avvistamento, le torri avevano anche funzione difensiva: anche Torre Vicereale di Cetara era dotata di tre cannoni e tre petrieri. L’edificio fu acquistato prima da privati ed, infine, ceduto al Comune che, in seguito ai lavori di restauro, avvenuti nel 2011, ha aperto la Torre al pubblico. All’interno dell’edificio è allestito un Museo Civico che ospita le opere di pittori “costaioli” e di artisti cetaresi, come Manfredi Nicoletti e Ugo Marano.
  • La Chiesa di San Pietro Apostolo, risalente al IX secolo, in stile barocco, e successivamente impreziosita dalla cupola ricoperta da luccicanti maioliche e dal suo campanile medioevale del XIII sec., con bifore e cella campanaria ottogonale, che termina con una cuspide a cono.
  • Da vedere anche la Chiesa ed il Convento di San Francesco, entrambi risalenti al 1300. Nella Chiesa ad una navata potrai ammirare incantevoli affreschi di Marco Benincasa. Tra essi, nella volta l’immagine di Suor Orsola Benincasa, cetarese vissuta tra il ‘500 e il ‘600. Il Convento, costituito da un chiostro e diverse celle, ospita oggi un ristorante ed è la sede del comune di Cetara.
  • Di più recente costruzione, ma di non meno interesse e rilievo delle precedenti, è la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, costruita nel 1800 e ristrutturata nel 1921 in seguito ai danni subiti a causa di una violenta alluvione.

Cosa fare a Cetara

Alla ricerca di esperienze uniche a Cetara e dintorni? Secondo noi, queste ti piaceranno!

Trekking e passeggiate

Non tutti sanno che anche da Cetara partono dei sentieri meravigliosi che collegano il borgo marinaro alla città di Cava de’ Tirreni, di cui Cetara è stata fino al 1833 sbocco portuale e commerciale, e al Santuario dell’Avvocata.

Di seguito tre escursioni da fare partendo da Cetara!

Da Cetara al Santuario dell’Avvocata

Partendo da via Imbrice, sali verso Il Piano di Viesco, da cui potrai ammirare uno splendido panorama. Lungo la strada incontri il torrente della “Reggiulella”. Continuando il cammino incontri il sentiero segnato dal CAI che congiunge Cetara al Santuario dell’Avvocata. Da qui potrai contemplare un panorama unico, che spazia da Punta Licosa fino all’isola di Capri.

Da Cetara all’Abbazia di Cava de’ tirreni

Questa passeggiata, che permette di percorrere quella che anticamente era l’unica strada di collegamento con la città di Cava dei Tirreni per lo scambio delle merci, è decisamente più impegnativa, sia in termini di tempo, che di fatica. Il percorso parte in salita, percorrendo il Monte Falerio, ma successivamente la fatica diminuisce, poiché il percorso diventa in discesa e conduce presso la suggestiva Badia. Da visitare il museo, inaugurato negli anni ’60, che custodisce una varietà di opere di alto valore storico ed artistico.

Da Cetara ad Erchie

Da via Turillo parte una lunga scalinata. Il percorso per raggiungere Erchie parte da cui e permette di godere, strada facendo, di un paesaggio che varia dal centro abitato ai giardini coltivati, attaversando infine la frescura dei boschi. Procedendo, raggiungi il sentiero che conduce al Vallone di S. Nicola. Supperati i resti di un convento e di un’antica condotta idrica, raggiungi la strada statale in prossimità di Erchie.

Esperienze uniche da fare a Cetara

Il centro di Cetara brulica di ristoranti e bar che offrono il miglior pescato delle acque di Cetara. Diversi i locali dove poter decidere di fermarsi per una deliziosa pausa pranzo o per la cena.

Potrai decidere di gustare un buon panino a base di tonno, una frittura servita nel tipico cuoppo, oppure lasciarti deliziare con i migliori piatti preparati da bravssimi chef.

Impossibile non menzionare in questa sede il prodotto marinaro di punta di questo borgo di pescatori: la colatura di alici.

Questa salsa liquida dal colore ambrato è ricavata dal processo di maturazione delle alici sotto sale, mediante un’antica tecnica derivante dal Garum romano. Viene utilizzata per arricchire molti piatti, ma primeggia nella preparazione di un grande classico del territorio: gli spaghetti con la colatura di alici, piatto della tradizione locale, semplice nella preparazione, ma gustosissimo. Nelle acque di Cetara viene pescato il miglior pesce azzurro di tutta la costiera, con le prelibate alici (Engraulis Encrasicholus L.) impiegate nella realizzazione di piatti tipici locali, e lavorate e conservate sotto olio e sotto sale, da aziende locali.

Pregiato anche il tonno pescato al largo dalle famose tonnare di Cetara.

Ti consigliamo di fermarti a pranzo o a cena in uno dei ristoranti della zona, dove poter gustare i migliori piatti locali ed il fresco pescato del giorno. Inoltre, presso le piccole botteghe del centro, potrai acquistare i prodotti tipici lavorati e conservati direttamente sul posto.

Tra le esperienze imperdibili a Cetara, vi è senza dubbio il windsurf.

Cetara, si trova in una posizione particolare, che la rende esposta a venti perfetti per praticare questo sport. Nei pressi della spiaggia trovi un negozio per acquistare o noleggiare l’attrezzatura, oltre che lezioni e corsi di windsurf e kitesurf.

Le spiagge di Cetara

Le possibilità di balneazione sono tre:

  • La spiaggia della Marina, più grande, situata davanti alle case del paese e a pochi metri dal parcheggio pubblico. Qui farai il bagno in una cartolina, incorniciata dalle tipiche case con gli archi e dall’affascinante Torre Vicereale e puntellata dalle tipiche barche di pescatori.Fatta eccezione per il tratto di spiaggia in prossimità della torre, la restante parte dell’arenile è libera. Unico neo: questa spiaggia è molto affollata nei mesi centrali dell’estate.
  • La spiaggia del porto, più piccola ed appartata, raggiunta dal sole fino al pomeriggio inoltrato. Anche questa è servita da un piccolo stabilimento balneare ed è in prossimità del parcheggio. Una valida alternativa alla spiaggia della Marina.
  • Altra spiaggia, più selvaggia e quasi nascosta, al riparo della torre, è la Spiaggia di Lannio alla quale si può accedere solo a piedi, attraverso un breve percorso che parte dalla torre ed attraverso un rampa di scale finale conduce alla spiaggia sabbiosa. Il nome di questa spiaggia deriva dalle “lagnanze” dei monaci trucidati nel Medioevo dai Saraceni, durante un’invasione.

Eventi imperdibili a Cetara

La processione di S. Pietro, il 29 giugno, è un rito davvero particolare, che esprime in maniera significativa e suggestiva l’essenza dei cetaresi, pescatori per nascita e per vocazione.

In occasione della festa Patronale, la statua del santo viene portata in processione adagiata su un trono a forma di barca adornata con ortensie azzurre. Il corteo, al quale partecipano anche bambini vestiti da marinai, raggiunge la spiaggia. Durante la processione i portatori della stuatua ondeggiano, simulando quasi una danza, per mimare le onde del mare. Sulla spiaggia di Marina, puntellata di barchette e lampare, avviene la benedizione del mare, a cui segue la corsa dei portatori verso il sagrato della Chiesa. La festa si conclude con uno splendido spettacolo di fuochi d’artificio.

Perché scegliere Cetara come destinazione

Questa pittoresca location offre la possilità di soggiornare in un autentico borgo marinaro, molto legato alle proprie origini e alle proprie tradizioni. Come già abbiamo detto in precedenza, i Cetaresi sono pescatori per nascita e vocazione.

Se sei un amante della buona cucina di mare, qui potrai assaggiare tanti piatti della tradizione, fare scorta di colatura di alici e carpire i segreti di qualche ricetta tradizionale.

La tranquillità, la piacevolezza delle serate estive, le caratteristiche peculiari di questo borgo, renderanno unica la tua vacanza, regalandoti momenti di quiete e relax, senza limitare la possibilità di spostarti verso altre destinazioni, dal momento che Cetara è ben collegata, sia via terra, sia via mare, agli altri paesi della Costiera e a Salerno.

Scegli Cetara come destinazione di viaggio se:

  • Cerchi una meta tranquilla, pittoresca ed unica nel suo genere;
  • Sei amante della vita notturna: in venti minuti di auto sei a Cava de’ Tirreni o a Salerno, dove trovi una vasta scelta di locali e discoteche per movimentare le serate della tua vacanza.

Il periodo migliore per visitare Cetara

Trattandosi di un borgo tranquillo, che ha mantenuto la sua autenticità, secondo noi, Cetara dà il meglio di sé in primavera e in autunno, quando l’affluenza di viaggiatori si riduce.

I vantaggi di raggiungere Cetara e la Costiera Amalfitana in queste stagioni sono anche altri: trovi decisamente meno traffico, hai maggiore facilità negli spostamenti con auto o mezzi pubblici e minore difficoltà nella ricerca di un posto auto.

Senza contare che in bassa stagione si abbassano anche le tariffe di hotel e b&b e, in linea generale, dei parcheggi.

Se sei amante del mare o del windsurf, prediligi l’inizio o la fine dell’estate, quando i vacanzieri in ferie sono ancora pochi. Ricorda che, meteo permettendo, il mese di settembre può regalarti giornate di mare indimenticabili, con temperature piacevoli e spiagge decisamente meno affollate.

3 curiosità su Cetara

  • Il borgo marinaro di Cetara è stato scelto per girare alcune riprese del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”.
  • Il protagonista della serie Sky “Diavoli”, Massimo Ruggero (interpretato da Alessandro Borghi) è originario di Cetara. Sono frequenti i suoi flashback in cui si intravede il borgo marinaro della Costiera. In un episodio, il protagonista incontra Dominic (interpretato da Patrick Dempsey) proprio a Cetara. Le scena sono girate tra la spiaggia, la zona del porto e il cimitero.
  • Una leggenda molto particolare è legata alla spiaggia del Lannio. Secondo la tradizione, infatti, presso questa spiaggia, si sentivano dei lamenti mostruosi. Un cetarese avrebbe deciso di trovare una spiegazione e, perlustrando la spiaggia, avrebbe trovato delle ossa. A quanto pare, i lamenti sarebbero cessati dopo aver dato a questi resti degna sepolutura. A ricordo di questa macabra vicenda sarebbe rimasto il nome della spiaggia, “Lannio”, che in dialetto vuol dire proprio “lamento”.

La Storia di Cetara

Le origini di Cetara risalgono all’alto Medioevo, quando il suo territorio, quasi disabitato, apparteneva alla giurisdizione della città  etrusca di Marcina, coincidente molto probabilmente con Vietri sul Mare, come riportato nel Chronicon Salernitanum. Il primo insediamento marinaro risale alla seconda metà del IX secolo. Una colonia di pirati saraceni si stabilì nella vicina Fuenti, scegliendola come base dove nascondere le loro galee, per compiere incursioni lungo la costa.

L’insediamento sul mare e sulle colline laterali, cominciò a svilupparsi intorno nel 988, intorno alla chiesa di S. Pietro Apostolo.

In quel periodo la parte orientale del territorio di Cetara apparteneva al principato longobardo di Salerno, mentre la parte occidentale era inserita nel ducato romanico bizantino di Amalfi. I cetaresi, pagavano lo ius piscariae, la decima della pesca, al vescovo di Amalfi, dal quale dipendevano fin dal 1030. Passarono poi nel 1120 sotto la dominazione politica di Amalfi.

Successivamente furono assegnati dal duca Guglielmo al monastero benedettino di Erchie, ed infine all’abbazia della S.S. trinità  di Cava, collegata con i monasteri benedettini in Africa, con i quali scambiava merci e pellegrinaggi.

Al tempo della repubblica marinara i Cetaresi, come tutti gli abitanti costieri del ducato di Amalfi imbarcati sulle navi della repubblica, parteciparono alle attività  marittime e commerciali del ducato, contribuendo in modo attivo al ciclo triangolare del commercio amalfitano, che aveva quali vertici l’Italia Meridionale, l’Africa Settentrionale e l’Impero Bizantino. I pescatori applicavano alle loro attività  il capitolo sulla ripartizione degli utili, menzionato nella Tabula Amalphitana, una raccolta di leggi marittime che prevedeva la divisione degli utili, derivanti dalla vendita del pescato, in tre parti uguali.

Una parte spettava al proprietario della barca, un’altra al comandante e la terza all’equipaggio. Nel maggio del 1534 la flotta turca di Sinam Pascià, chiamata dal principe Ferdinando Sanseverino, saccheggiò dapprima i villaggi di Erchie e Soverano e poi attaccò Cetara, prelevando circa 300 uomini e trucidando chiunque si rifiutasse di imbarcarsi sulle sue galee. In seguito a quella triste vicenda, e per preservare il territorio da altri attacchi improvvisi, si decise di costruire nei pressi della spiaggia la torre di avvistamento detta Vicereale, ancora oggi in ottimo stato.

Da allora, peraltro, iniziò la decadenza di Cetara. Soltanto il 1° gennaio del 1838, dopo secoli di liti e contese, Cetara fu elevata a comune indipendente da Vietri, consegnando ai cetaresi piena autonomia nella propria amministrazione.

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