Amalfi

Amalfi

“Il giorno del giudizio per gli amalfitani che andranno in Paradiso sarà un giorno come tutti gli altri”.

Così scriveva Renato Fucini, nel suo diario di viaggio, dopo aver visitato la cittadina di Amalfi. Fucini visitò Napoli e la Costiera Amalfitana dai primi giorni d’aprile alla fine di maggio del 1877: i pittoreschi borghi della nostra costa erano ancora lontani dall’essere l’ambita ed affollata meta turistica che sono successivamente diventati.

Certo, dalla fine dell’800 qualcosa è cambiato: oggi, nei mesi di massima affluenza si è lontanidalla tranquillità narrata ed amata dal Fucini: il centro della città diventa un rumoroso e colorato tripudio di vita e caos, una stratificazione di umanità varia che si muove spasmodicamente lungo le vie cittadine, un bagno di folla gioiosa e curiosa che entra ed esce da negozi, ristoranti e punti di interesse.

Insomma, inevitabilmente qualcosa è cambiato, ma il fascino di Amalfi resta intatto e proveremo a raccontartelo nei prossimi paragrafi, con l’amore e la passione di sempre!

Come Arrivare ad Amalfi

La città non è servita dalla linea ferroviaria, ma in compenso esistono diversi modi per raggiungere Amalfi.

Il servizio più economico è il trasporto pubblico dei bus SITA SUD. Amalfi è il capolinea di diverse tratte, la SITA garantisce corse regolari in partenza da Salerno  Sorrento e Agerola oltre ad alcune linee dirette da Napoli.

Per chi arriva da Napoli, in mancanza della linea diretta, è consigliato raggiungere Salerno e da qui cambiare mezzo per Amalfi. Amalfi, da aprile a fine ottobre, è servita anche da linee marittime, con partenze dai vari approdi della Costiera tra cui Positano. da Salerno e da Capri. Negli snodi principali troverete, inoltre, molte vetture per servizio Taxi.

Sono attive infine diverse società di noleggio auto con conducente e senza, o come ultima ma non meno piacevole possibilità, di noleggio scooter.

Se cerchi informazioni per spostarti senza stress in Costiera Amalfitana, non lasciarti sfuggire la nostra guida gratuita: all’interno trovi tutte le informazioni dettagliate su mezzi di trasporto, parcheggi e dritte per ridurre al minimo gli imprevisti di viaggio durante la tua permanenza!

Dove Dormire ad Amalfi

Cerchi un hotel ad Amalfi? Ecco i nostri consigli per te!

Cosa Vedere ad Amalfi

Una passeggiata per la città

Il fascino che emana insieme alle altre località della Costiera Amalfitana permette al turista, alle coppie innamorate, alla gente tutta di vivere momenti magici.

La pianta di Amalfi presenta una forma triangolare, la cui base è costituita dalla zona Sud, a mare. Qui troviamo la Darsena, una parte del porto costruita dopo il 1900, con costruzioni murarie, dove si riparavano le navi il riferimento a terra, quella coperta e antica, è costituita dall’Arsenale, antico cantiere dove si costruivano le galee della Repubblica Marinara, oggi sede del Museo della bussola e del Ducato Amalfitano e luogo di importanti eventi culturali. La zona verso Est è quella in direzione di Atrani, la parte opposta va verso Conca dei Marini e Positano.

Sul versante occidentale il quartiere che affaccia sulla statale e sulla piazza Flavio Gioia è detto rione Vagliendola, dominato dalla chiesa di San Biagio, permette attraverso le sue rampe di scale di raggiungere l’antico Convento dei Cappuccini, oggi un lussuoso albergo e nei pressi della galleria sottostante al convento, imboccare la via maestra dei villaggi che vi conduce, attraverso paesaggi e odori suggestivi, alle varie frazione di Amalfi. Imboccando le viuzze del versante orientale potrete raggiungere, attraverso strette e tortuose rampe e stradine, il cimitero monumentale che domina Amalfi e il centro di Atrani, passando per diversi splendidi e significativi luoghi, tra cui l’antico convento di San Francesco con il bellissimo chiostro, oggi sede dello storico Hotel Luna.

I monumenti imperdibili

  • Gli Antichi Arsenali della Repubblica: da qui dovrebbe iniziare il tuo percorso di esplorazione. Qui venivano costruite le famose galee da centro remi destinate ai traffici con L’Oriente.
  • Rione Vagliendola: il cuore storico di Amalfi, uno dei rioni storici più caratteristici e meglio conservati. Qui è possibile ammirare le vecchie case aristocratiche amalfitane, dette “Case turrite”. Da qui ti consigliamo di raggiungere piazza dello Spirito Santo e successivamente il Museo della Carta, di cui ti parleremo più avanti in questo articolo.
  • Duomo di Amalfi: domina la piazza dalla sommità di una lunga scalinata, oggi scenario perfetto per foto da condividere sui social! Fu costruito nel IX secolo, apliato nell’897 e restaurato nel 1203 in stile arabo – normanno. L’atrio gotico è decorato da marmi a liste bianche e nere e diviso trasversalmente in due navate da colonne. Trovi informazioni più dettagliate leggendo l’articolo completo dedicato al Duomo di Sant’Andrea.
  • Dal suo portico potrete accedere al Chiostro del Paradiso e alla Basilica del Crocifisso, la prima cattedrale amalfitana oggi sede dell’importante Museo diocesano di Amalfi. All’interno del Chiostro, sono visibili gli influssi arabeggianti, evidenti nelle colonne binate che fanno da cornice ad un tranquillo e silenzioso giardino di palme.
  • La fontana di S. Andrea Apostolo, collocata nel versante orientale della piazza, realizzata nel 1760. La sua attuale collocazione risale alla fine del 1800 quando fu trasferita dalla posizione originaria ai piedi della scalinata del Duomo. Il complesso artistico è formato dalla statua marmorea dell’Apostolo ai cui piedi ci sono quattro angeli anch’essi in marmo; sui due lati si trovano, a sinistra, una colomba, e a destra un proteo marino detto il “Pellicano” o “Pulicano” dal soprannome del pescatore che fece da modello, e al centro vi è una sirena.
  • Il museo della carta, ospitato all’interno di un’antica cartiera risalente al XIII secolo, porta alla scoperta degli antichi macchinari utilizzati nella realizzazione della pregiata carta a mano di Amalfi, ancora oggi prodotta a mano dagli abili artigiani amalfitani. I macchinari che vederai all’interno del museo sono ancora funzionanti: durante la visita, infatti, vengono azionati per permettere ai visitatori di assistere coi propri occhi all’affascinante processo di realizzazione della carta.
  • Palazzo Morelli: all’interno di questo edificio, attualmente sede dell’amministrazione comunale, è possibile vedere la “Tabula Amalfitana”, il primo codice di diritto della navigazione.

Cosa fare ad Amalfi

Trekking e passeggiate

Da Amalfi partono alcuni splendidi sentieri da trekking e dove sono localizzati numerosi e bellissimi giardini di limoni amalfitani e laboratori che producono il limoncello. Tre sono i sentieri che ti consigliamo di prendere in considerazione durante la tua permanenza ad Amalfii.

La Valle delle Ferriere

Un luogo unico al mondo, nel cuore di Amalfi. Si raggiunge in circa un’ora di cammino a partire dal centro della città. La passeggiata, di media difficoltà, attraverso boschi e ruscelli incontaminati, conduce alla scoperta degli antichi mulini azionati anticamente dal torrente Canneto. Il luogo è imperdibile per gli appassionati di botanica: qui, infatti, grazie alle particolari condizioni climatiche, si è conservata intatta la Woodwardia radicans, una pianta del periodo pre-glaciale. Se vuoi maggiori informazioni per organizzare la tua escursione ad Amalfi, leggi il nostro articolo dedicato alla Valle delle Ferriere.

La via Maestra dei Villaggi:

Subito dopo il primo tunnel, in direzione Positano, si imbocca una stradina che anticamente costituiva l’unico collegamento tra Amalfi e i villaggi di Pastena, Lone, Vettica e Tovere, di cui parleremo nei paragrafi successivi. Oltre che per la sua importanza storica, ti consigliamo questa strada per passeggiare tra le graziose casette che sembrano sospese nel tempo: potrai camminare in un pezzo di storia di Amalfi, guardandola da una prospettiva che diventa sempre più affascinante e stupefacente man mano che procedi nel tuo percorso.

La strada “segreta” da Amalfi ad Atrani

Se vuoi concederti una passeggiata poco impegnativa, ti consigliamo di percorrere qualche scalino e prendere la strada che da Via Roberto il Guiscardo conduce ad Atrani. In circa venti minuti raggiungi la piazzetta di Atrani, camminando tra casette silenziose, lontano dal caos che solitamente caratterizza Amalfi e godendoti scorci che non ti aspetteresti. Imperdibile, soprattutto sul far della sera.

Esperienze che puoi fare solo in Costiera Amalfitana

Oltre al trekking e alle splendide passeggiate con vista mozzafiato, potresti andare alla scoperta del nostro sfusato amalfitano, oro giallo e vanto della nostra terra!

Sfusato, che passione!

Il nostro limone autoctono è il vero simbolo della nostra terra: rappresenta, infatti, il sacrificio e la dedizione dei nostri antenati, che hanno letteralmente strappato la terra alla montagna, rendendola fertile e coltivabile, attraverso un complesso e faticoso lavoro di ingegneria edile.

Per questo, la conformazione del nostro territorio appare così particolare agli occhi del viaggiatore che la visita per la prima volta: queste terrazze verdi e gialle, che somigliano a giganteschi gradini che scendono verso il mare, hanno una storia bellissima da raccontare! Approfitta della tua permanenza ad Amalfi per conoscere l’essenza intima e segreta dei nostri luoghi: investi qualche ora della tua giornata per visitare un caratteristico limoneto, guardare da vicino le fasi di lavorazione del nostro sfusato amalfitano e conoscere di persone i nostri “agricoltori volanti”, che lavorano letteralmente sospesi tra cielo e mare.

Se vuoi scoprire di più sui nostri limoneti e su questo prodotto che tanto ci rappresenta, leggi il nostro articolo completo dedicato allo sfusato amalfitano.

Cucina tradizionale da imparare…

Un altro modo per entrare in contatto con l’anima costierina è sicuramente un tuffo tra i sapori e le deliziose materie prime del territorio. Se sei un vero appassionato di cucina e quando viaggi desideri andare alla scoperta di piatti tipici, qui hai l’imbarazzo della scelta, tra ristoranti e locali tipici. Un passo ulteriore alla scoperta della nostra cucina potrebbe essere quello di toccare con mano le ricette locali, scegliendo una cooking class di cucina tipica, magari in una location tranquilla, immersa nel verde.

…e da assaggiare

Se, invece, della cucina ti appassiona di più il momenti in cui ti siedi a tavola e mangi, ti consigliamo di organizzare un’escursione in barca e fare tappa presso uno dei ristoranti sul mare raggiungibili solo con imbarcazione privata: non ti stiamo consigliando i classici ristoranti per turisti, ma deliziosi localini a conduzione familiare che realizzano ogni giorno gustosi piatti con pesce fresco ed ingredienti locali.

Goditi il meglio della Costiera Amalfitana: abbiamo selezionato per te le esperienze local che davvero non puoi perderti!

I Villaggi di Amalfi

Ti abbiamo menzionato La via Maestra dei villaggi, quindi non possiamo tralasciare qualche informazione sui villaggi di Amalfi.

  • Pogerola: la frazione più popolosa di Amalfi, insieme a Tovere, è la sola frazione di Amalfi a non essere bagnata dal mare. Il casale di Pogerola compare nelle carte soltanto nel X secolo, indicato dal Castrum Pigellule, un castello che si ergeva sul dorso della collina occidentale di Amalfi, di cui ancora sono visibili alcune vestigia. I luoghi di interesse sono: il santuario della Madonna delle Grazie, nella piazza di Pogerola, poco distante la parrocchia di S. Marina, il santuario di S. Maria dei Fuonti raggiungibile con un breve percorso di trekking che attraversa l’antica porta del Gaudio, la passeggiata al Castello.
  • Lone: a meno di 1 km da Amalfi, è raggiungibile dalla statale e dalla via maestra dei villaggi ed è caratterizzata dai bellissimi giardini a terrazzamenti e dalla chiesa di S. Maria Vergine con l’antico campanile del 1200.
  • Pastena: a poco più di 1 km da Amalfi, raggiungibile attraverso la via maestra dei villaggi e con la strada carrabile che arriva a Pogerola, gode di uno dei migliori panorami su Amalfi, in particolare dalla chiesa della Madonna Assunta, costruita nel XIV sec con le tipiche volte a crociera a sesto acuto, e dominata dal singolare campanile con tetto in maioliche verde marino.
  • Vettica: circa 3 km dal centro di Amalfi, è raggiungibile attraverso la strada statale, ed è ai confini con il territorio comunale di Conca dei Marini, da non confondere con Vettica Maggiore, nel comune di Praiano. Vettica Minore è proiettata sul mare, con splendide spiaggette tra cui la rinomata S. Croce dove, tra le tante formazioni rocciose marine, troverete il suggestivo arco naturale detto “degli innamorati”. Nelle spiaggette e sulla scogliera non mancano alcuni ottimi ristoranti che sapranno esaltare e farvi apprezzare al meglio lo spettacolo del panorama, attraverso gli odori e i sapori dei tipici piatti di mare.
  • Tovere: a circa 4 km da Amalfi lungo la strada che conduce a Furore e Agerola, fu fondata nel XIII sec. da alcuni marinai e contadini con il nome di Tobulum. Gode di uno splendido panorama su cui spicca il campanile della chiesa di San Pietro Apostolo, detta S. Anna, costruita nel XIII sec in stile arabo-normanno.

Le Spiagge da non perdere ad Amalfi

Esaurita la parte culturale, ci dedichiamo in questa sezione a coloro che scelgono la Costiera Amalfitana come meta delle proprie vacanze estive.

Se sei un amante del mare, di tuffi e giornate in barca, di abbronzatura dorata e lunghe ore di relax sulla spiaggia, ti consigliamo di evitare le spiagge centrali, che nei mesi di luglio ed agosto possono risultare affollatissime.

Se vai alla ricerca di maggiore tranquillità, prendi in considerazione queste spiagge:

  • Duoglio: spiaggetta di ciottolini lunga 170 metri, che si raggiunge tramite una scalinata di ben 465 gradini. La spiaggia è servita anche dal servizio via mare, offerto da alcune cooperative locali. Informati presso il molo della spiaggia del porto. Questa spiaggia è servita da stabilimenti balneari, di cui uno con ristorante.
  • Spiaggia di Santa Croce: puoi raggiungerla tramite la scalinata che parte dalla strada statale (km 27 circa – 364 scalini in totale), oppure tramite imbarcazione privata (come già ti abbiamo suggerito, chiedi presso la spiaggetta del porto). Su questa spiaggia trovi i resti di una piccola cappella dedicata alla Santa Croce, da cui il nome della spiaggia. La spiaggia è servita da stabilimenti balneari e da ristorante. Ideale per una full immersion di un’intera giornata!
  • Le Marinelle: spiaggia ideale per chi cerca maggiore intimità. Si trova a circa 300 metri dalla spiaggia di Santa Croce, ma a differenza della precedente, è raggiungibile solo via mare con barche private o con canoa dalla spiaggia di Santa Croce. Non è servita da servizi balneari, il che è sinonimo di pace e relax.

Eventi imperdibili ad Amalfi

  • Tra gli eventi imperdibili ad Amalfi, impossibile non segnalare la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare. Ogni 4 anni, la città ospita questa sentita ed importante competizione, impreziosita dal corteo in costume e da eventi e mostre collaterali.
  • Altro evento degno di nota è sicuramente il Capodanno Bizantino, il 30 agosto e il 1 settembre di ogni anno. Questa manifestazione consiste in una sfilata in cui i partecipanti indossano i costumi della Regata storica. In particolare, il primo settembre assume connotati storici particolari, poiché questa data nel mondo Bizantino coincideva con l’inizio dell’anno fiscale ed agricolo. Il Capodanno Bizantino è di solito arricchito da eventi musicali, conferenze, manifestazioni culturali e di intrattenimento, con lo scopo di riportare in vita le tradizioni, lo spirito e la cultura medievale della città.
  • Ultimo, ma non ultimo: la festa dedicata a Sant’Andrea, patrono della città. La ricorrenza, che si celebra il 27 giugno e il 30 novembre, è molto sentita e prevede una processione che attraversa le strade della città, coinvolgendo tutta la popolazione amalfitana. La processione si conclude con un rito molto affascinante: la corsa del Santo lungo i gradini del duomo: si tratta di un momento solenne, in cui i fedeli, vestiti di rosso, corrono portando la statua di Sant’Andrea sulle spalle, incitati dalla folla di fedeli. Giunti in cima alle scale, l’emozione dei fedeli si scioglie in un sentito e caloroso applauso.

Perchè scegliere Amalfi come destinazione di viaggio?

L’abitato, inconfondibile nell’aspetto e pittoresco per la dislocazione, si aggrappa agli sbalzi rocciosi dei monti Lattari inoltrandosi nell’angusta Valle dei Mulini con strade, scalinatelle e vicoli che si dipanano dalla collina e si incuneano tra abitazioni e splendidi giardini terrazzati.

Ogni angolo, ogni viuzza e ogni piazzetta aprono prospettive inusitate e scorci silenziosi e pittoreschi: è questo lo scenario che ha incantato generazioni di viaggiatori, il paesaggio romantico per eccellenza, dove la dolcezza del clima e la bellezza di ville case addossate una all’altra si coniugano con la natura aspra e apparentemente inospitale di montagne a picco sul mare. L’affermarsi come Repubblica Marinara, gli intensi rapporti con il mondo arabo e bizantino ne fecero una “città ricca e opulenta” in tuttto il bacino del Mediterraneo.

Scegli Amalfi come punto di partenza del tuo viaggio se:

  • cerchi una destinazione comoda, che ti consenta di spostarti agevolmente verso tutti gli altri paesi della Costiera. Ti ricordiamo che da Amalfi partono tutti i collegamenti, via mare e su gomma, verso gli altri paesi della Costiera;
  • viaggi con i bambini: oltre al punto precedente, ricorda che Amalfi presenta una conformazione che consente di spostarsi agevolmente anche con il passeggino. In caso di viaggio con prole al seguito, ti consigliamo di scegliere una struttura più centrale, per avere maggiore facilità di accesso ai servizi e per sportarti con maggiore agilità all’interno del paese.

Se, invece, stai organizzando una sosta di un giorno ad Amalfi o una fuga romantica, ti consigliamo di leggere il nostro articolo in cui ti diamo tanti consigli utili per organizzare una giornata ad Amalfi.

Il periodo migliore per visitare Amalfi

Sicuramente ti consigliamo di scegliere il periodo autunnale o quello primaverile. Nei mesi estivi, in particolare da giugno ad agosto, la città è letteralmente presa d’assalto da viaggiatori e turisti. Questo comporta locali pieni, attrazioni turistiche e strade affollate, difficoltà a trovare parcheggio e a spostarsi con gli autobus, che risultano, a loro volta, talmente affollati che si corre il rischio di non poter salire a bordo, per ovvie ragioni di sicurezza.

Inoltre, le temperature alte del periodo estivo possono creare disagio, soprattutto se si viaggia con bambini o in presenza di patologie particolari.

Il periodo autunnale e quello primaverile, oltre a regalare un clima più piacevole, offrono il grandissimo vantaggio di godersi la città senza dover sgomitare tra la folla, con maggiore tranquillità e lentezza. Nei giorni feriali la città regala emozioni indimenticabili.

3 Curiosità su Amalfi

Il presepe permanente in una fontana dal nome insolito

Salendo da Piazza Duomo e giungendo in Via Pietro Capuano, mentre sei immerso nel caos della viavai cittadino, puoi ammirare il presepe permanente allestito nella fontana denomimata “De Cape e’ ciucci”. Il presepe è visitabile tutto l’anno, ma viene impreziosito in occasione delle festività natalizie. Si tratta di un punto davvero curioso e particolare da fotografare.

Un piatto intramontabile nato ad Amalfi

Gli scialatielli sarebbero nati proprio qui, negli anni Sessanta, per mano di Enrico Cosentino, all’epoca cuoco alle prime armi presso il ristorante La Caravella di Amalfi. Il piatto, condito con seppioline, cozze, molluschi e crostacei, valse allo chef il premio Entremetier del concorso internazionale di cucina del 1978. Insomma, se cerchi un piatto veramente tipico da assaggiare durante la tua visita della città, l’hai appena trovato.

Un poeta innamorato di Amalfi

Il poeta Salvatore Quasimodo fu innamorato di Amalfi. Vi giunse per la prima volta il 20 gennaio 1966. Durante la sua permanenza ad Amalfi scrisse alcuni splendidi componimenti, come “Oboe Sommerso”, “Giorno dopo Giorno” e “La Terra Impareggiabile”.

Vi tornò più volte e vi morì il 4 giugno 1968, quando fu colpito da ictus. Del suo amore per la città resta visibile ad Amalfi la targa in sua memoria, dove si leggono le sue parole: “Qui è il giardino che cerchiamo sempre e inutilmente dopo i luoghi perfetti dell’infanzia. Una memoria che avviene tangibile sopra gli abissi del mare, sospesa sulle foglie degli aranci e dei cedri sontuosi neglo orti pensili dei conventi”.

Approfondimenti: Cenni sulla Storia di Amalfi

In questo scenario la storia e la leggenda si sovrappongono. La leggenda vuole che Ercole si innamori della ninfa Amalfi, che mori prematuramente, e che Ercole volle seppellire nel posto più bello del mondo dove, per immortalarla, fonda una città alla quale volle dare appunto il nome di Amalfi. Secondo il Chronicon Amalphitanum inveceAmalfi fu fondata nel IV secolo d.C., al tempo dell’Imperatore Costantino, da un gruppo di famiglie romane che, partite alla volta di Costantinopoli, furono sorprese da una violenta tempesta nel mar Ionio e costrette a rifugiarsi presso Ragusa in Dalmazia.

Dopo una breve sosta ripresero la navigazione e tra Palinuro e Pisciotta fondarono un villaggio che, dal nome del fiume che scorreva in quel luogo, chiamarono Melfi; successivamente minacciati dalle frequenti incursioni dei Vandali, pensarono di riparare più a Nord, nell’attuale costiera, ove scoprirono un luogo ben protetto e ricco d’acqua e decisero di stabilirvisi definitivamente.

Dopo un iniziale insediamento a Scala, fondarono due città nelle valli sottostanti cui diedero il nome di Amalphia in ricordo del paese lucano abbandonato e di Atranum da ater = oscuro a causa delle rocce che incombevano sulla stretta vallata. Un’altra ipotesi vuole che il nome di Amalfi derivi dal cognome di una gens romana del I sec. d.C., gli Amarfia. Al I sec d.c. sono infatti datati i resti della Villa Romana presenti nei pressi dalla Cattedrale che costituiscono le prime maggiori evidenze dell’insediamento di Amalfi.

Nel VI sec, al tempo della guerra greco-gotica, la città di Amalfi costituisce l’estrema propaggine meridionale del Ducato bizantino di Napoli, nelle sembianze di un Castrum, un villaggio fortezza. L’assenza di un potere centrale forte (la capitale era la lontana Bisanzio) lasciò ampi spazi per l’emancipazione amministrativa ed economica di Amalfi che nel 596 era già sede vescovile.

La libertà fu sempre conquistata a caro prezzo: nell’836 Sicardo, duca longobardo di Benevento, grazie al tradimento di alcune famiglie locali, espugnò la città saccheggiandola e deportando gran parte della popolazione a Salerno. In seguito alle divisioni interne della corte longobarda, gli amalfitani tre anni dopo riuscirono a riorganizzarsi e a ribellarsi infliggendo una dura sconfitta ai longobardi, uccidendo il duca Sicardo e liberando gli ostaggi amalfitani ancora prigionieri a Salerno. Il 1° Settembre dell’839 fu quindi dichiarata l Indipendenza di Amalfi che così si costituiva in Repubblica autonoma e sovrana.

Da quel momento e per i successivi tre secoli, gli amalfitani sono stati governati da un’autorità che era quasi sempre loro diretta espressione con titoli che cambiarono nel tempo: comiti, prefetti, giudici o duchi; i governanti attuarono una scaltra politica di alleanze per salvaguardare gli interessi commerciali e l’autonomia della Repubblica. In alcune occasioni, Amalfi si alleò anche con i Saraceni, ma non esitò poi a combatterli, fino alla loro definitiva cacciata dal territorio amalfitano nel 915.

La sua grandezza risale ai secoli X e XI quando Amalfi si affermò sia in campo politico che in quello commerciale tanto che le sue navi cominciarono a solcare i mari e a spingersi sempre più lontano alla ricerca di nuovi mercati. Dai suoi celebri arsenali uscivano gigantesche galee a 116 remi, le più grandi del tempo e nel suo porto transitavano spezie, profumi, seta e tappeti preziosi.

Fu la prima Repubblica Marinara indipendente ed estese la propria giurisdizione non solo sul territorio costiero da Cetara a Positano con le isole de Li Galli e Capri, ma anche sull’Interno, sui centri di Scala, Tramonti, Agerola, Lettere, Piemonte e Gragnano; poté battere moneta ed avere una propria costituzione.

Tutto il territorio fu protetto da un sistema di difesa impostato unitariamente: vennero costruiti un castello a Tramonti per la protezione della strada del valico di Chiunzi e quattro castelli a Lettere, Gragnano, Pino e Pimonte per protezione della strada di accesso da Agevola; particolarmente curata fu la difesa della città sulla costa, secondo un sistema ritenuto per l’epoca inespugnabile. Il castello di Maiori e la sua cinta muraria rappresentavano la principale difesa contro i longobardi di Salerno; i castelli di Minori, Agerola, Ravello e di Scala assieme alle Torri di Pontone garantivano la sicurezza di Amalfi, a sua volta cinta da mura.

In tal contesto di efficienza e di organizzazione gli amalfitani si dotarono per primi di un codice marittimo, la Tabula Amalphitana, un insieme di leggi, regole e consuetudini di 66 capitoli che regolamentavano i rapporti tra i componenti degli equipaggi e tutta la materia del commercio marittimo; tale codice era rispettato universalmente in tutto il bacino del Mediterraneo.

La sua autonomia ed il suo splendore durarono fino al 1135, anno in cui la città venne saccheggiata da parte degli ex alleati di Pisa, la nuova potenza marinara emergente, ma precedentemente aveva anche subito una dura sconfitta da parte di Roberto il Guiscardo e poi di Ruggero il normanno; il maremoto del 1343 e la terribile pestilenza del 1348 ne accelerarono la decadenza.

Amalfi perse allora la sua importanza commerciale, la sua indipendenza e la sua condizione di Repubblica marinara. Amalfi e tutti gli altri paesi della Costiera che erano state splendide località ricche di storia da leggere nei sontuosi palazzi ornati di affreschi, nelle chiese, nei marmi, nelle colonne e nelle fontane, si avviavano a diventare modesti paesi che, privi della ricchezza che veniva dal commercio sul mare, ritornarono all’economia tradizionale che veniva dalla pesca, dell’artigianato e dell’agricoltura.

Soltanto sul finire dell’Ottocento, con l’affermazione del fenomeno turistico, Amalfi fu scoperta come meta di soggiorno e di studio da numerosi viaggiatori stranieri: fu così che i paesaggi, i monumenti, le scene di vita quotidiana divennero fonte di ispirazione per scrittori, pittori ed artisti provenienti da ogni parte d’Europa.

E’ a partire dai primi decenni del XX secolo, tuttavia, che il richiamo esercitato dalle bellezze paesaggistiche dei luoghi e le suggestioni derivanti dal loro passato ricco di storia, hanno via via attirato l’attenzione di un numero sempre più ampio di estimatori, restituendo ad Amalfi e alla sua costa una posizione di primo piano in ambito internazionale.

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