Castello di Arechi di Salerno: escursione con vista sul golfo

Castello di Arechi Salerno

Il castello di Arechi, ubicato a 300 metri sul livello del mare, sovrasta e domina la città e il Golfo di Salerno.

Si tratta di un luogo turistico sotto diversi aspetti: dal punto di vista della storia, essendo stato fulcro della vita cittadina per molti secoli; dal punti di vista ingegneristico, poiché è stato il vertice di un sistema di difesa a triangolo che rese la città una delle più sicure e fortificate; dal punto di vista geografico, perché in una posizione strategica, immerso in una meravigliosa vegetazione che si affaccia su di una vista spettacolare della città e del mare.

Dopo le avventure da fulcro della vita militare e culla di vita cittadina, oggi il castello è un luogo di attrazione turistica dove compiere percorsi enogastronomici, organizzare cerimonie, eventi o congressi. Conserva anche un piccolo museo dove poter ammirare e rivivere la storia dell’edificio.

La storia del castello di Arechi

Il castello di Arechi si erge sul monte Bonadies e domina la città di Salerno dall’alto dei suoi 300 metri sopra il livello del mare. La prima struttura dell’edificio risale al VI secolo, durante la guerra greco-gotica. I resti di questa costruzione bizantina sono evidenti in alcuni tratti di muratura realizzata con blocchi di tufo e nell’impianto primitivo della torre maggiore, che inizialmente era tutto ciò che esisteva del castello che oggi conosciamo.

Questa torre, turris maior, era costruita su cinque livelli e aveva la sua funzione di controllo del porto e delle vie che portavano a Nuceria Alfaterna, fulcro della vita economica della pianura vesuviana.

Nel corso del VIII secolo Arechi II rese il castello il vertice di un sistema difensivo a triangolo, le cui mura scendevano lungo il colle Bonadies e avvolgevano la città fino al mare. Da qui il Castello aveva un’ottima posizione di controllo e di difesa. La roccaforte, infatti, non si arrese mai e solo durante l’assedio di Roberto il Guiscardo gli occupanti patteggiarono la resa per fame. Qui i Normanni non apportarono modifiche particolari, se non fosse per l’ampliamento della struttura realizzato attraverso la costruzione di un loggiato di cui restano oggi alcuni piloni assorbiti dalla massa muraria.

Agli stessi Normanni si deve la costruzione della torre La Bastiglia, situata a nord del castello. Fu realizzata per rimediare alla scarsa visibilità di alcuni movimenti direttamente dal castello.

Le modifiche più corpose avvennero con gli Angioini, che aggiunsero al castello corpi di fabbrica e cisterne; costruirono delle cortine con delle fessure verticali da cui i difensori potevano scoccare le loro frecce; al di sotto di queste successivamente vennero installate delle fuciliere, oggi ancora visibili. Agli Angioini si deve, inoltre, la costruzione di un sistema termale che utilizzava le numerose cisterne presenti.

Le ceramiche rinvenute qui sono testimonianza che il  castello ebbe anche una vita abitativa. Così come le maioliche napoletane, fiorentine e le terraglie della vicina Vietri sul Mare, sono il segno che l’edificio fu utilizzato anche come dimora dei signori del tempo.  Quando lo stesso perse la funzione miliare e difensiva, venne utilizzato dai principi Sanseverino feudatari di Salerno come residenza temporanea.

La fine del dominio dei Sanseverino segna anche il declino della città e del suo castello. Ferrante Sanseverino prese il castello come residenza, circondandosi di artisti ed intellettuali eccezionali, come ad esempio Bernardo Tasso, padre di Torquato. Ospite della famiglia fu anche l’imperatore Carlo V. Ferrante tentò di vincere contro l’Inquisizione spagnola nel regno di Napoli ma fu esiliato. Da allora il declino fu inarrestabile. Il castello per anni fu abitato da pastori e greggi, abbandonato al degrado e alle intemperie.

Infine, dopo un periodo di abbandono dopo l’Unità d’Italia, gli ultimi proprietari del castello, i Conti Quaranta, hanno venduto nel 1960 la fortezza alla Provincia di Salerno che iniziò i lavori di ristrutturazione che hanno portato il Castello di Arechi a ciò che noi oggi possiamo vedere e ammirare.

Il Museo del castello di Arechi

Il castello di Arechi, oltre alla possibilità di celebrare matrimoni, organizzare eventi o feste a tema, custodisce anche un Museo dove vi sono reperti provenienti dagli scavi eseguiti sul sito: si possono trovare ceramiche, vetri, oggetti metallici e monete. La ceramica decorata a bande rosse è rappresentata da circa quattrocento frammenti risalenti al periodo tra il VII e il XIII secolo.

Si caratterizzano per una decorazione con strette spirali o fasce più larghe che descrivono archi consecutivi. Altrettanto importante è la classe di ceramica con spirale ware, databile tra il XII e il XIII secolo. A questo gruppo appartengono le coppe e i bacini decorati con spirali verdi e bruno manganese. Altri novantotto reperti rinvenuti sono conducibili a forme aperte.

Affascinante un bacino decorato con tre spirali separate da tre foglie verdi con doppio contorno in bruno.  Molte le ciotole che presentano una decorazione con una fascia verde delimitata da linee dritte o ondulate in bruno. Del XIII secolo, invece, la ceramica protomaiolica, il cui rivestimento è lo smalto. Molte le ciotole rinvenute nella fortezza, con pareti svasate e piede ad anello.

La ceramica graffita, invece, appartiene al periodo tra il XIV secolo e il XV secolo; qui la decorazione era realizzata graffiando a superficie degli oggetti con una punta sottile. La decorazione era solitamente rappresentata da motivi vegetali o geometrici; una sola raffigurazione animale costituita da un pesce sulla tesa di un piatto. Questo tipo di ceramica graffiata ha una complessa lavorazione e, di conseguenza, richiedeva una elevata disponibilità economica.

I vetri presenti nel museo sono stati portati alla luce durante gli savi. Si tratta anche qui di piccoli o poco più grandi frammenti di suppellettili da mensa: calici, bottiglie, ampolle. Molto sottili e privi di decorazione, risalgono al periodo tra il XII e il XV secolo. Le decorazioni, ove presenti sono applicate a caldo sul gambo dei calici o dei bicchieri, oppure realizzate a stampo.

I metalli rinvenuti, invece, sono numerosi e riconducibili alle innumerevoli attività che si svolsero all’interno della fortezza. Si tratta per lo più di reperti in bronzo e ferro provenienti dalla vita quotidiana dell’epoca: chiodi, serrature, spille, fibbie, ferri di cavallo. Numerose anche le armi rinvenute, quali punte di freccia, dardo di balestra, lance.

Infine le monete: di particolare interesse sono tre gruzzoli. Il primo costituito da denari della zecca di Rouen, capitale della Normandia; monete in argento coniate tra il XI secolo i gli inizi del XII secolo. Il secondo è composto da 21 monete d’oro ritrovate in una brocca di creta, appartenenti alla zecca di Palermo o Messina. Infine il terzo gruzzolo di 22 monete in argento e una di rame con esemplari della zecca di Macerata, Napoli, Bologna databili tra il 1392 e il 1534.

Orari di apertura

Il Castello di Arechi è oggi un luogo aperto al pubblico per la visita al Museo interno con orari che vanno dalle ore 9.00 alle ore 17.00. La domenica la biglietteria chiude alle 15.30, mentre il lunedì è chiuso. Previa prenotazione, è anche possibile prenotare una visita con l’accompagnamento di una guida.

L’accesso alle biblioteche interne e agli archivi, invece, è aperto e libero per motivi di lettura e studio E’ possibile, inoltre, usufruire dei servizi diversi, quali sala congressi o  altri servizi aggiuntivi della struttura.

Infine è possibile celebrare matrimoni in una atmosfera magica, così come organizzare eventi a tema o serate e percorsi enogastronomici.

Tra le possibilità vi è anche quella di allestire una mostra d’arte esponendo le proprie opere, godendo di questa atmosfera accattivante che darà maggiore enfasi all’evento artistico.

Come raggiungere il Castello Arechi partendo dalla Costiera Amalfitana

In auto: percorri tutta la Statale 163 Amalfitana, fino a Salerno. Da qui, procedi lungo la Tirrena Inferiore, prendi via Alfonso Gatto e poi via Fra Generoso, fino a giungere in Via Santa Croce.

In autobus: viaggia a bordo degli autobus SITA SUD fino a Salerno. La tua fermata è Lungomare Trieste Velia. Da qui prendi il 19 – Croce capolinea. Dalla fermata sono circa 5 minuti a piedi per raggiungere il Castello di Arechi.

Gli autobus sita partono da Amalfi in media ogni ora e si fermano presso tutti i paesi della Costiera. Puoi acquistare i biglietti per l’autobus presso ogni rivenditore autorizzato che espone il badge “UNICO CAMPANIA”. In alternativa, scarica l’App UNICO per acquistare i titoli di viaggi comodamente dal tuo smartphone.

Se cerchi informazioni per organizzare al meglio i tuoi spostamenti in Costiera Amalfitana, scarica la guida gratuica “Come muoversi in Costiera Amalfitana senza stress”: una pratica raccolta di dritte e consigli per viaggiare da un posto all’altro come se abitassi qui da sempre. All’interno anche la lista dei parcheggi in Costiera Amalfitana!

A piedi per le vie del centro di Salerno fino al Castello di Arechi

Se ami passeggiare e vuoi approfittarne per andare alla scoperta della città di Salerno, ti consigliamo di raggiungere il Castello di Arechi a piedi. Parti dal Duomo di Salerno e procedi verso il Monastero di Montevergine. Successivamente ti addentrerai lungo il sentiero che conduce al Castello Arechi. Da lì, attraverso un bosco di lecci, raggiungi la Bastiglia, la torre di guardia posta al di sopra del castello, da cui le sentinelle controllavano tutto il territorio circostante.

Da questo punto, se sei un appassionato di trekking, puoi procedere lungo la strada asfaltata che conduce a Croce di Cava, giungendo fino a Monte San Liberatore.

Lungo il tragitto ammirerai la cosiddetta “Cornice del principe”: una finestra da cui ammirare la città di Salerno dall’alto, in tutta la sua bellezza.

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