Grotta di Masaniello e Santuario di Santa Maria del Bando: due gioielli ad Atrani

Passando di sera lungo la Statale 163 Amalfitana con l’auto, incontrando il piccolissimo borgo di Atrani, vicinissimo ad Amalfi, la prima cosa a cui pensi è che sembra un piccolo presepe incastonato tra due monti.

Ed è forse una definizione che si sposa bene col piccolo borgo di Atrani.
Da qualche parte avrai potuto leggere che Atrani è il borgo più piccolo d’Italia e, se sei una persona molto attenta, avrai esclamato che no, non lo è, perché il comune più piccolo d’Italia è Monterone.

In realtà, con i suoi 0,1206 km² di superficie e i suoi 850 abitanti, l’incantevole borgo della Costiera rappresenta il comune più piccolo d’Italia per superficie.

Ma in questo articolo andremo oltre, perché parleremo di due tesori nascosti di Atrani, forse meno conosciuti, rispetto ad attrazioni più rinomate, che meritano, senza dubbio il giusto spazio per essere raccontati.

Alle pendici del Monte Aureo, che sovrasta l’intero abitato di Atrani, si trova, infatti, una piccola Chiesa.
Non distante da essa, una grotta, che la tradizione locale associa ad una figura famosa nella cultura locale e partenopea.

Stiamo parlando del Santuario di Santa Maria del Bando e della Grotta di Masaniello: due gioielli che dominano dall’altro, quasi proteggono, il piccolo borgo di pescatori.

Scrivere questo articolo è molto affascinante, perché costringe a parlare di storie che fondono realtà e fantasia.
Senza contare, che bisogna chiamare in causa anche Madre Natura.
Insomma, inizia un viaggio virtuale ad Atrani, tra storia, leggenda e natura!

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Il Santuario di Santa Maria del Bando: un posto più vicino al cielo che alla terra

Grotta di Masaniello e Santuario di Santa Maria del Bando

Per parlare di questo Santuario, partiamo dal nome.

Secondo la tradizione, in questa Chiesa, la Vergine concesse la grazia ad un bandito, che era stato condannato all’impiccagione.
Questo miracolo è rappresentato dallo splendido affresco quattrocentesco situato sopra l’altare, raffigurante una Madonna col bambino e, sulla sinistra, il condannato.

Un’altra leggenda indicherebbe un’altra origine del nome: dalla rupe, infatti, sarebbero stati banditi al popolo i nomi degli eletti al ducato.

Il tempio religioso di Santa Maria del Bando è rilevato già nell’XII secolo, anche se è stato rimaneggiato più volte, soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo.

Di fatto, la chiesa presenta il tipico orientamento medievale, che prevedeva la disposizione dell’altare ad Est, cioè dove sorge il sole, simbolo di Cristo.

Tuttavia, alcuni elementi, come i finestroni, ci portano nel Barocco Manieristico campano costiero.

Il pavimento in maiolica policromata, invece, è stato traslato nel XIX secolo dalla chiesa di Santa Maria Maddalena.

Oggi la guida del Santuario è affidata alla passione e alla dedizione di Giovanni Proto, il custode della chiesa, che accompagna con amore gli appassionati alla scoperta di questo scrigno nascosto.

La Grotta di Masaniello: le dolomiti in Costiera Amalfitana

Non distante dalla Chiesa di Santa Maria del Bando, circondata dalla fitta vegetazione, si trova la grotta di Masaniello: un piccolo capolavoro della natura, soprattutto per la sua conformazione dolomitica, grazie alla presenza della falesia naturale costiera.
La grotta sembra letteralmente scolpita nella roccia, quasi a volerne ricavare un’abitazione.
Di fatto, la cavità, suddivisa in due livelli, sarebbe stata abitata o utilizzata nell’antichità come luogo di culto, come testimoniano alcuni resti di pittura non decifrabili su un muro, con presenza di intonaco rosso e nero.

Percorrendo il piccolo sentiero che corre lungo la parete di roccia, sulla sinistra si vede una vasca scavata nella roccia probabilmente utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana.

Secondo la tradizione locale, all’interno di questa grotta, si sarebbe nascosto Masaniello, originario di Atrani, durante i Moti Rivoluzionari di Napoli nel 1863.

Come arrivare alla Grotta di Masaniello: 750 gradini per il Paradiso

Bisogna percorrere ben 750 gradini dalla Piazza Umberto per raggiungere l’agognata destinazione.
Un percorso in cui la stanchezza della passeggiata è ampiamente ricompensata dagli scorci meravigliosi che lasciano senza fiato, soprattutto quando, raggiunti a destinazione, si ammira dall’alto tutto il borgo di Atrani.
Il consiglio  per un’esperienza indimenticabile?

Parti all’alba: in estate eviterai il caldo torrido, ma soprattutto potrai goderti il sorgere del sole dalla grotta.

La Costiera segreta: fuori dalle rotte abituali

Per vivere a fondo la bellezza di questi luoghi, non bisogna fermarsi ai tramonti sul mare, ai panorami azzurro intenso che tolgono il fiato o alle foto iconiche che girano sui social, ma bisogna andare oltre e spingersi alla scoperta di quei tesori nascosti che rivelano l'essenza della nostra terra, perché ne raccontano la storia, rivelano l'anima dei suoi abitanti e permettono di entrare in contatto con l'unicità della nostra terra.

Per questo, il consiglio che ti vorrei dare, se visiti la Costiera Amalfitana per la prima volta, è quello di andare oltre, ricercando rotte meno battute dai turisti: se hai tempo, allontanani dalla folla e regalati un itinerario alternativo alla scoperta della Costiera più nascosta.

Questo tipo di itinerario solitamente richiede che tu percorra un bel po' di strada, probabilmente in salita.

"La bellezza richiede sforzo", questo sembra suggerire la conformazione del territorio, soprattutto se si decide di spingersi oltre le destinazioni più famose.

Forse è proprio questo il fatto interessante: l'unico modo per guadagnarsi l'agognata bellezza è godersi il percorso, sopportare un po' di fiatone ed affrontare un bel po' di gradini.

Arrivare lentamente in cima e stupirsi.

Sì, lentamente, perché il tempo ogni tanto deve fermarsi per fare spazio all'essenza delle cose.

La bellezza della Costiera Amalfitana, in fondo, è tutta qua.

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