Pasqua in Costiera Amalfitana: riti e tradizioni della Settimana Santa

Pasqua in Costiera Amalfitana

Se hai deciso che trascorrerai le vacanze di Pasqua in Costiera Amalfitana, ti facciamo il nostri complimenti: hai scelto uno dei periodi più belli dell’anno per andare alla scoperta delle bellezze locali, ma anche per vivere un periodo denso di tradizioni religiose e popolari.

Il periodo pasquale coincide, infatti, con i Riti della Settimana Santa, un patrimonio di riti e celebrazioni sacre del cattolicesimo popolare portate avanti con devozione e passione dagli abitanti della Costiera Amalfitana.

Si tratta di momenti molto suggestivi ed emozionanti, in cui la comunità si raccoglie intorno alla fede religiosa, senza perdere quel tocco di creatività e folklore che caratterizza tutte quelle manifestazioni collettive dove l’antichità del rituale si è mescolata ad abitudini, tradizioni e, negli ultimi decenni, alla volontà di voler far conoscere a viaggiatori e turisti questo immenso patrimonio culturale ed antropologico.

Ci teniamo a sottolineare il carattere unico delle tradizioni che stiamo per raccontarti: la Pasqua in Costiera Amalfitana rappresenta un momento di fede e sentita partecipazione della comunità, soprattutto nelle giornate di Giovedì e Venerdì Santo che, come vedremo nei paragrafi successivi, si caricano di un’atmosfera che quasi fa venire la pelle d’oca a chi ne fa esperienza per la prima volta.

Pasqua in Costiera Amalfitana: i riti della Settimana Santa

Pasqua in Costiera Amalfitana

La splendida città di Minori è tra i custodi degli antichi e suggestivi riti della Settimana Santa, tramandati e mantenuti in vita dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento.

Antichissima è la tradizione dei Battenti.

La tradizione meglio conservata e comune a molti paesi della Costiera è la processione dei “battenti”, uomini vestiti con lunghe tuniche bianche e incappucciati che anticamente si percuotevano in segno di penitenza. I battenti in genere accompagnano la Via Crucis e il compianto sul Cristo morto, ma in ogni cittadina i riti hanno proprie particolarità.

Nei giorni che precedono la Settimana Santa, i Battenti si riuniscono quotidianamente per provare le intonazioni dei canti, tradamanti oralmente e di cui si hanno testimonianze dal XV secolo.

Una particolarità del canto dei Battenti di Minori è che sono esguiti in due tonalità, dette “Tono e’ vascie” (tono di sotto) e “Tono e coppa” (Tono di sopra). Questa distinzione ha una sua storia: anticamente, infatti, esistevano due Arciconfraternite coinvolte nella preparazione dei riti della Settimana Santa: una era l’Arciconfraternita del SS. Sacramento, situata nella parte bassa del paese, i cui battenti intonavano i canti in “Tono e’ vascie”, cioè di sotto; l’altra era l’Arciconfraternita del SS Rosario, ubicata nel villagio di Villamena, nella zona collinare del paese, che cantavano in “Tono e’ copp”. Oggi entrambi sono intonati dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento, l’unica rimasta attiva.

Il momento clou della Settimana Santa minorese inizia il giovedì, nel tardo pomeriggio, quando dall’Arciconfraternita parte il corteo dei battenti per partecipare alla messa in “Caena domini”. Al termine della messa, i battenti iniziano un primo giro all’interno della basilica, mentre al loro passaggio si ode il rumore della campana in legno, detta “troccola”.

Dopo la deposizione dell’Eucarestia e il gesto di penitenza dei battenti, che abbassano il cappuccio, inizia il corteo per le vie cittadine: da questo momento i fedeli incappucciati intoneranno “Perdono mio Dio”, in “tono e’ vascie”, facendo tappa anche nei villaggi di Minori e fermandosi presso le chiede che troveranno lungo il percorso. Infine, ritornano in tarda serata in Chiesa per intonare gli struggenti canto del “Pianto di Maria”.

Il Venerdì Santo il corteo di canti di penitenza, questa volta in “Tono e’ copp”, inizia a sentirsi dal mattino presto, lungo le strade e lungo i sentieri che conducono ai villaggi.

Il culmine della suggestione e della partecipazione religiosa si raggiunge nella sera del Venerdì, quando, dopo la passione “in Domini”, inizia la processione lungo le strade del paese, che per l’occasione sono illuminate soltando da fiaccole e candele votive.

L’atmosfera è incredibile: le luci rosse delle candele nel buio del paese unite ai canti dei battenti, rendono la processione del Cristo Morto un momento di fortissimo impatto emotivo, capace di emozionare anche i non credenti.

Il Canto dei Battenti di Minori è catalogato come Bene Demoetnoantropologico Immateriale presso il Ministero dei Beni e le Attività culturali. Risalente già al XIV sec, il canto dei Battenti di Minori è caratterizzato dalle due tonalità di esecuzione, il tono “e vascie” cioè di sotto, e il tono “e ncoppe”, di sopra, che oltre alle due diverse tonalità corrispondono anche alle due confraternite che animano il rito.

La domenica è dedicata alle varie celebrazioni religiose della Resurrezione di Cristo nelle tante parrocchie della Costiera Amalfitana per poi passare alle tavole imbandite di specialità.

Una tradizone unica della Pasqua in Costiera Amalfitana: il tappeto

In molte chiese è ancora possibile vedere i “Sepolcri”, gli altari della reposizione allestiti in maniera scenografica e aperti al termine della “Messa in Coena Domini” del Giovedì Santo, usualmente visitati dai fedeli tra il giovedì sera e il venerdì mattina. Alcuni allestimenti sono particolarmente spettacolari e artistici; a Minori in particolare è viva la tradizione dei “tappeti di segatura”, vere e proprie opere d’arte realizzate sul pavimento della Basilica di Santa Trofimena con la segatura colorata.

Se in altre località la tradizione del tappeto viene portata avanti in occasione del Corpus Domini, a Minori, invece, viene allestito in occasione della Settimana Santa. Più precisamente, viene realizzato entro il Giovedì Santo, di modo che possano essere visitati dai fedeli durante le giornata successive, fino al Lunedì in Albis.

La realizzazione di questo tappeto coinvolge l’Arciconfraternita e il parroco, che decidono sia a quale artista affidare la realizzazione dell’opera, sia il tema,

I Riti della Settimana Santa tra Maiori, Atrani e Amalfi

Anche la tradizione dei Battenti di Maiori è molto sentita e molto antica. Secondo le ricostruzioni si sarebbe orginata per emulazione dei battenti di Minori che dal Villaggio di Torre raggiungevano la Collegiata di Santa Maria a Mare. Col tempo, Maiori ebbe il suo gruppo di battenti: Il corteo muoveva all’una di notte del Venerdì Santo dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, faceva tappa presso la chiesa di Sant’Erasmo di Pucara per poi ritornare nel centro, visitando tutte le chiese, fino a San Francesco, con rientro a Santa Maria delle Grazie.

A Positano il rito del Venerdì santo è chiamato “schiodazione”; Cristo morto viene deposto dalla croce e portato in processione, partendo dalla chiesa di Santa Maria Assunta, lungo le sue viuzze illuminate da fiaccole.

Ad Atrani, nella serata del Giovedì Santo, è possibile partecipare alla toccante processione dei battenti che, avanzando alla luce di fiaccole, raggiunge la vicina Amalfi.

Molto suggestiva è anche è la processione del Cristo Morto che si svolge il Venerdì Santo ad Amalfi: anche qui, all’imbrunire le luci vengono spente e le strade del paese restano illuminate solo dalle fiaccole accese lungo l’intero percorso. Il corteo dei battenti parte dal Duomo di Sant’Andrea e procede davanti alle statue di Cristo Morto e quella dell’Addolorata. Il tutto accompagnato, come a Minori, da canti carichi di enfasi drammatica, a cui la luce delle torce conferisce ancora maggiore impatto.

Pasqua in Costiera Amalfitana a tavola

Sulla tavola di Pasqua abbonda ogni prelibatezza. La fine della Quaresima porta con sé l’abbondanza delle carni.

Tra i salumi, le soppressate e la pancetta e altri insaccati sono prodotti con maestria dai macellai della Costiera Amalfitana. Le verdure di stagione abbondano: scarole, cicoria, fave, minestra, broccoli e molte altre, cucinate in tanti succulenti modi. Il primo piatto più atteso è la pasta al forno, con uova, salame e mozzarella, cucinata nelle mille varianti domestiche.

Altra specialità della Pasqua in Costiera Amalfitana è il “Tortano”, una ciambella rustica salata. Il vino della Costiera Amalfitana arricchisce ogni portata.

Tra i piatti tipici della Pasqua in Costiera Amalfitana, non possiamo non menzionare la buonissima pastiera, capolavoro della tradizione campana, preparata solitamente in casa nei giorni che precedono il giovedì Santo, in modo da darle il giusto tempo per riposare e tirare fuori tutta la sua bontà nel giorno della Santa Pasqua.

Una curiosità: in Costiera Amalfitana non abbiamo soltanto il casatiello salato, ciambella ripiena di salumi e formaggi, ma anche quello dolce.

Si tratta di un morbidissimo e sofficissimo impasto, a cui si dà la forma di una ciambella. Successivamente viene coperto di glassa di zucchero e decorato con confettini colorati (in dialetto “diavulilli”), caramelle, cioccolatini e l’immancabile pecorella di zucchero, icona della simbologia cristiana.

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