Posti segreti in Costiera amalfitana: Santa Maria de Olearia a Maiori

Santa Maria de Olearia

L’abbazia di Santa Maria de Olearia trova spazio lungo la statale amalfitana, per essere più precisi sull’arteria che collega l’area di Capo di Orso con Maiori, a 3,5 km dal suo centro, a 11,5 km da Vietri sul Mare. Aperta nei giorni e orari indicati a fondo pagina.

In epoca medievale il territorio intorno a Maiori fu una delle aree più influenzate dalla presenza religiosa. Proprio in questo ambiente, infatti, si concentrarono nel tempo monaci di varia provenienza e di credi tra loro diversi, come nell’esempio di Santa Maria de Olearia.

La cultura religiosa orientale e quella occidentale, infatti, si incrociavano e convivevano proprio in questa zona, in una suggestiva e ricca alternanza tra monachesimo antico e riformato. Non era quindi difficile trovare nella stessa area basiliani, benedettini, florensi, camaldolesi, tutti collocati attorno al monte Falerzio.

Le prime presenze testimoniate da antichi libri o riferimenti bibliografici nella zona, possono essere collocate attorno al decimo secolo e la prima forma monacale ad apparire nell’area fu quella del romitaggio. Si tramanda, infatti, che attorno al 902 circa Elia il Giovane si sia stabilito proprio in questa zona, che aveva ritenuto adatta alla contemplazione e all’isolamento.

Le stesse considerazioni portarono alla medesima scelta anche Sant’Alferio, noto per aver fondato la Badia della SS. Trinità di Cava e moltissimi altri monaci che apprezzarono da subito la tranquillità e la serenità della zona, che negli stessi anni abitarono le grotte nei pressi dell’attuale Abbazia di Santa Maria de Olearia.

Santa Maria de Olearia: un capolavoro a pochi passi da Maiori

Entriamo ora nel dettaglio e parliamo del Abbazia di Santa Maria de Olearia. Questo complesso si estende su tre piccole chiese costruite a partire dal 987 grazie a Pietro e al nipote Giovanni. Al nome della zona venne accostato ben presto il termine “de Olearia”, che deriva dalla presenza nella zona di ulivi produttivi che producevano anche le olive che avrebbero alimentato un frantoio nella stessa zona, fondamentale per la vita economica oltre che per la sopravvivenza dell’area. Per 500 anni circa in quest’area si sviluppò un’intensa vita monastica, ma nel 1509 con la morte dell’ultimo abate la vita religiosa nella zona cessò praticamente del tutto. Testimonianza dell’antico splendore dell’abbazia sono gli stupendi affreschi murali realizzati tra l’XI e il XII sec.  Le opere di questi antichi artisti sono oggi visibili soprattutto nelle cosiddette “catacombe”, dove la struttura protetta ne ha favorito la conservazione.

Ma come si presenta oggi Santa Maria de Olearia ai suoi numerosi visitatori?

L’abbazia non si nota subito, dal momento che si è ben integrata nell’area, occupata da un piccolo centro costruito all’interno della roccia e pian piano allargato fino ad assumere le forme di un monastero molto caratteristico per la sua forma oltre che per la sua collocazione.
La cappella collocata più in basso prende il nome di cripta (o cappella delle catacombe).

E’ proprio in questa zona che sorgono gli affreschi meglio conservati, come ad esempio quello del “La vergine coi santi”. Proprio accanto a questo affresco sorge un santo in tunica bianca e con la barba. Non sono invece più visibili delle immagini ora rimosse che probabilmente raffiguravano Gesù, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Nella parte centrale della cripta troviamo invece un Cristo con mantello d’oro e due arcangeli bizantini ai lati.

Il secondo ampio livello ospita la cappella principale, caratterizzata da un ambiente a volta e una croce ben in evidenza. La volta centrale un tempo proteggeva ed incorniciava Cristo, attorno ad esso venivano raffigurate le immagini dell’Annunciazione, della Visitazione, la Natività dell’Adorazione dei Magi e altre immagini raffiguranti scene quotidiane della vita di Gesù Cristo, fino al momento della sua Crocifissione.

Sopra alla cappella principale sorge la Cappella di San Nicola. Affaccia sul cortile principale e sul suo prospetto emerge un medaglione che raffigura da un lato “La Mano di Dio” e dall’altro due Angeli Osannati. La “Vergine Maria col Bambino” si trova invece nell’abside della Cappella, attorniata da San Paolino e San Nicola. I due santi, riconoscibili per l’iscrizione posta ai loro piedi, sono rappresentati in ambiti vescovili e mentre leggono un libro.

Presenti nella stessa area anche le effigi di San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista e varie scene della vita di San Nicola. E’ quindi possibile ammirare San Nicola che salva degli uomini dall’esecuzione apparendo all’Imperatore Costantino e al Generale Abalabio.

Non siete esperti di arte? Santa Maria de Olearia merita comunque di essere visitato: oltre che per le opere che ospita,  la sua collocazione suggestiva e panoramica ne fa un posto meraviglioso, capace di trasmettere emozioni e splendore anche a chi non dà valore alla storia o agli aspetti religiosi ma si limita all’essenza delle cose e ai sentimenti che le cose stesse trasmettono direttamente, senza troppe riflessioni sulla storia e senza troppi collegamenti con il passato o con i suoi personaggi.

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